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Acireale Carnival



Acireale Carnival is considered one of Sicily’s most beautiful carnivals.
Acireale’s Carnival boasts an almost-ancient tradition, having begun in the 16th Century – and since, having run every February from then on as a spontaneous party among the people. 
At the start of the 1700s, the Carnival took on more refined tones thanks to a new addition: “abbatazzi” or folk poets that improvised rhymes on the streets of Acireale. 
In the 19th Century, the “cassariata” then came on the scene, the parade of distinguished, horse-led carriages from which nobles launched sprays of candy and confetti at spectators. 
Yet it was only in the 1930s that papier-mache masks entered into the picture, along with floats led by steers and accompanied by various characters and satirical groups in constant movement.  
Making the Carnival of Acireale even more spectacular are the parades of ebullient and outrageous floats, a draw for thousands of tourists every February. 
The Carnival of Acireale is once again repeated in August, when it takes advantage of the beautiful summer nights.

 

La fine del XVII secolo è stata segnata da un lungo fermo causato dal terremoto che sconvolse la Sicilia Orientale. Si dovranno attendere i primi del XVIII secolo affinché la manifestazione riprenda sotto la spinta della ricostruzione post-sisma. Sono proprio questi gli anni in cui si inseriscono le maschere "U baroni (il barone)" e "i Manti".

Nel corso dell'Ottocento la manifestazione fu strutturata e gestita come festa organizzata. In questo periodo venne introdotta la cosiddetta "Cassariata" (la sfilata dei "Lando"), nel corso della quale i nobili della città lanciavano confetti da carrozze trainate da cavalli.

Il 1929 segna l'istituzione dell'Azienda Autonoma e Stazione di Cura di Acireale che si occuperà di organizzare la manifestazione fino agli anni novanta, per poi passare il compito al Comune. Da questo momento in poi il Carnevale acese seguirà le stesse modalità con cui si svolge attualmente.

Le maschere in cartapesta risalgono, invece, all'inizio degli anni trenta. Queste opere di piccole proporzioni si trasformeranno nel corso del tempo sino a raggiungere grandi dimensioni; queste maschere sono le precorritrici dei primi carri allegorici trainati da buoi. Contemporaneamente, ai "Lando" ottocenteschi si vanno sostituendo le macchine infiorate, altra tradizione giunta fino a noi sottoforma di carri infiorati.

Nel 1934 esce la prima edizione del Numero Unico, a cura del Circolo universitario. Da questo momento, il giornale a sfondo satirico accompagnerà tutte le edizioni dei carnevali seguenti. Il 1948 è l'anno delle grandi soddisfazioni: la manifestazione si aggiudica il titolo "il più bello di Sicilia" ed entra di diritto tra le più rinomate a livello internazionale.

Gli anni 50 e 60vedono la nascita dei due personaggi di Cola Taddazzue Turi Quadaredda,poi sostituiti da Ciccitto(Grasso Salvatore) che si aggirava per le vie della città alternando maschere di ogni tipo. Nell'arco di pochi anni la tradizione carnascialesca è stata costretta a subire numerose interruzioni. Altre due attese forzate, oltre quella alla fine del XVII secolo, furono dovute alle guerre mondiali del XX secolo. L'organizzazione dell'evento sarà posticipata anche nel 1991 come precauzione per la Guerra del Golfo.

La lotteria del Carnevale del Monopolio di Stato coinvolgerà la manifestazione negli anni 1996, 1997, 2001 e 2006. Sempre nel 2006, il carnevale di Acireale otterrà l'assegnazione del premio europeo Alberto Sargentini da parte dell'omonima fondazione di Viareggio. Nel 2010 entrerà a far parte di una serie di gemellaggi – tra cui quello fra il Carnevale di Viareggio e la Lotteria Nazionale – insieme ad altri carnevali italiani.

Ancora oggi, a distanza di secoli, il Carnevale di Acireale trae la propria linfa vitale dal rinnovato entusiasmo del pubblico partecipante, un pubblico che sceglie di farsi trasportare in una realtà alternativa, fatta di suoni e colori di una città in festa.


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